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La vita è come un libro e chi non viaggia ne legge una pagina soltanto.
latinoamericanaIl diario di Ernesto Che Guevara - da lui stesso rielaborato in forma narrativa grazie agli appunti di viaggio - è il resoconto dettagliato di migliaia di chilometri, dall'Argentina al Venezuela, del viaggio in moto compiuto con il suo amico e compagno di studi Alberto Granado. Avventure ed emozioni inframmezzate da infinite riflessioni sui mille aspetti dell'America, la miseria degli indios, l'emozione di vedere l'oceano... e dai suoi ventitré anni, con la voglia di organizzare uno scherzo, innamorarsi e corteggiare le ragazze, mentre la moto perde pezzi per strada, provocando cadute tragicomiche. Introduce e chiude il volume, il padre del Che, Ernesto Guevara Lynch, un relatore d'eccezione: le umanissime considerazioni di un genitore che assiste alla partenza del figlio, il 29 dicembre 1951, e la gioia nel riabbracciarlo al ritorno, il 26 luglio 1952.

"Ho percorso questo lungo cammino verso la libertà sforzandomi di non esitare, e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via. Ma ho scoperto che dopo aver scalato una montagna ce ne sono sempre altre da scalare. Adesso mi sono fermato un istante per riposare, per volgere lo sguardo allo splendido panorama che mi circonda, per guardare la strada che ho percorso. Ma posso riposare solo qualche attimo, perché assieme alla libertà vengono le responsabilità, e io non oso trattenermi ancora: il mio lungo cammino non è ancora alla fine." Dall'infanzia nelle campagne del Transkei alle township di Johannesburg, dalla prima militanza nell'Acn, attraverso ventisette anni di carcere, al Premio Nobel per la pace e alla presidenza del suo paese. "Il lungo cammino verso la libertà" di Nelson Mandela è il lungo cammino del popolo nero verso la libertà politica e la conquista di un valore irrinunciabile: la dignità dell'essere umano.
comedia infantilDal tetto di un teatro in un porto africano un uomo contempla la città. Ai suoi piedi, sdraiato su un materasso sporco, c'è Nelio, bambino di strada e profeta. Ha solo dieci anni, ma la saggezza di un vecchio. Chi è Nelio? Da dove viene? Chi è stato a sparargli dal palcoscenico vuoto? E perché? Nove notti: è il tempo che serve a Nelio per raccontare la sua storia, la storia di un bambino africano, in un paese funestato dalla guerra civile. Ricorda il villaggio assalito dai banditi, la fuga verso la grande città dove, con i suoi "poteri magici", è diventato il capo di una banda di bambini di strada. Con lui, per le strade, ci sono Mandioca, che fa crescere nelle tasche pomodori e cipolle, Deolinda, un'albina che eccita negli altri strane fantasie, Cosmos, Alfredo Bomba e tutti gli altri, capaci di sorridere nella miseria e di cancellare con il gioco la disperazione. Tra i toni incantati della leggenda e il crudo realismo di un documento, quella di Nelio è una storia di amore, barbarie e coraggio, difficile da dimenticare.
patagonia expressIl diario di viaggio di Sepulveda in Patagonia e nella Terra del Fuoco: un libro in cui i personaggi leggendari rivivono sullo sfondo di una natura indimenticabile. Riflessioni, racconti, leggende e incontri che si intrecciano nel maestoso scenario del Sud del mondo, dove l'avventura non solo è ancora possibile, ma è la dimensione quotidiana del vivere.
pappagalli verdiGino Strada arriva quando tutti scappano, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando i bambini raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi: pappagalli verdi, li chiamano i vecchi afgani... In questo libro Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza, profondamente etica, in una fase storica che alcuni definiscono senza più valori.
se questo è un uomoPrimo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. E' un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.
venne chiamata due cuoriUna remota tribù di aborigeni australiani ritiene che il mondo si sia avviato verso l'autodistruzione... a meno che i "Mutanti" ascoltino con grande attenzione il loro messaggio.
il cacciatore di aquiloniSi dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent'anni di storia afgana - dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri - rivivono in questo romanzo coinvolgente e pieno d'atmosfera.
lettere contro la guerraQuesto libro è la prima tappa di un pellegrinaggio di pace. Un pellegrinaggio compiuto da un uomo che, nel corso della sua vita, è stato un cronista coinvolto in prima persona nella realtà che descriveva. Un uomo che, 'dopo' l'11 settembre 2001, ha capito di non poter più tacere di fronte alla barbarie, all'intolleranza, all'ipocrisia, al conformismo, all'indifferenza. Tiziano Terzani, con queste 'lettere' - da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo 'rifugio' sull'Himalaya - comincia un pellegrinaggio che tutti noi dovremmo compiere. Perché non basta comprendere "il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell'Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell'Occidente di evitare una guerra di religione", bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l'unica via d'uscita possibile dall'odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.
Flash KatmanduQuando Charles Duchaussois visse la sua avventura straordinaria e terribile erano altri tempi diversi da quelli di oggi. Quasi quarant'anni sono passati, e già l'epopea degli
hippies, dei "figli dei fiori", di coloro che cercavano in un Oriente favoleggiato un'illuminazione che in realtà aveva soltanto il volto sinistro della droga ci pare fuori del tempo. Crederlo
tuttavia sarebbe sbagliato.
La droga continua più che mai la sua marcia mortale, e gli hippies di trent'anni fa non sono diversi dai tanti ragazzi che ogni giorno bruciano la loro fragile esistenza alla ricerca di un'estasi
sempre più illusoria. Per questo la tremenda "discesa agli inferi" di Duchaussois rimane un monito inquietante e attuale, la testimonianza di una minaccia sempre in agguato, di un'insidia che non
perdona.
buskashìLa 'buskashì' è il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E' un gioco violento e senza regole: l'unica cosa che conta è il possesso della carcassa, o almeno di quello che ne resta, al termine della gara. E' come il tragico gioco a cui partecipano i numerosi protagonisti del conflitto afgano, una partita ancora in corso, solo che al posto della capra c'è il popolo dell'Afganistan. "Buskashì" è la storia di un viaggio dentro la guerra, che ha inizio il 9 settembre 2001, con l'assassinio del leader Ahmad Shah Massud, due giorni prima dell'attentato di New York. Un viaggio 'clandestino' per raggiungere l'Afganistan mentre il paese viene abbandonato da tutti gli stranieri e si chiudono i confini. L'arrivo nella valle del Panchir, l'attraversamento del fronte sotto i bombardamenti per raggiungere Kabul alla vigilia della disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dei mujaheddin dell'Alleanza del Nord, la Kabul 'liberata': l'esperienza della guerra vista dagli unici testimoni occidentali della presa di Kabul.
La partita dell'addioC'è mai stato un tempo in cui un campione dello sport poteva essere anche un esempio di coerenza e di forza morale? A questo interrogativo - che può apparire retorico eppure è nel cuore di ogni sportivo e proprio negli ultimi tempi è stato sollevato tante volte sulle pagine di cronaca dei nostri giornali - risponde oggi il romanzo di Governato. Romanzo nella forma, nella inevitabile libertà con cui l'autore colma i silenzi e le lacune della storia: ma la vita di Matthias Sindelar, capitano e punta di diamante del Wunderteam, la meravigliosa nazionale austriaca che negli anni Trenta fu una delle squadre più forti d'Europa, è raccontata secondo verità. L'"inarrivabile, indefinibile" Sindelar è già un eroe nazionale quando le truppe di Hitler entrano a Vienna e annettono l'Austria al Terzo Reich, nel 1938. L'unificazione dei due Paesi ha come effetto secondario, ma dal valore simbolico altissimo, lo scioglimento della nazionale austriaca e la conseguente fusione con quella tedesca. Dopo un ultimo, memorabile, altrettanto simbolico, scontro. È alla fine di quella partita che Sindelar - leone in campo e antinazista dichiarato fuori, e per di più reo di avere una relazione sentimentale con Camilla Castagnola, un'insegnante ebrea italiana - rifiuta di salutare la folla a braccio teso, non ultimo di una serie di gesti di disubbidienza che lo porteranno a una progressiva emarginazione culminata in un misterioso incidente. Biografia romanzata e priva di retorica di un uomo rigoroso, di un eroe non oscuro ma, anzi, assolutamente esemplare proprio per il ruolo di primo piano che occupava, l'opera di Governato è anche un affascinante affresco del mondo del calcio degli anni Trenta. È la stessa epoca in cui furoreggiava la grande nazionale italiana di Vittorio Pozzo, che nella vicenda di Sindelar svolse un ruolo non secondario. Paradossalmente, il calcio non fu mai così democratico come in quegli anni, mentre si consolidavano in Europa i regimi totalitari che avrebbero fatto sprofondare il mondo nelle tenebre della guerra. Il collettivo contava moltissimo, la squadra veniva prima dei suoi campioni e parte della grandezza di Sindelar risiedeva proprio nella sua dedizione al gruppo. Un insegnamento non da poco, per l'oggi. Questo libro racconta con asciutta fermezza un uomo e un campione. E un'epoca in cui gli uomini venivano prima dei campioni.
sulla stradaSal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti.
sostiene pereiraLisbona, un fatidico agosto del 1938, la solitudine, il sogno, la coscienza di vivere e di scegliere, dentro la Storia.
Un grande romanzo civile. Due premi nazionali come il Viareggio-Repaci e il Campiello e il Prix Européen Jean Monnet. Ventidue traduzioni all'estero. Una memorabile interpretazione cinematografica di
Marcello Mastroianni.
Una storia che continua a suscitare il fascino e la meraviglia delle opere destinate a durare nel tempo.
il ministero dei casi specialiArgentina, 1976. La "guerra sporca'. la 'junta' militare, i primi 'desaparecidos'. Kaddish Poznan è l'unico fra gli eredi degli appartenenti alla Società dell'Impulso Generoso,
che un tempo riuniva prostitute e ruffiani ebrei di Buenos Aires, ad ammettere le proprie origini di 'hijo de puta'. Gli altri discendenti dell'ignominiosa combriccola lo pagano perché penetri di
notte nel cimitero ebraico a cancellare i loro ormai onorati cognomi dalle lapidi. Questa simbolica cancellazione del passato assume tragici connotati di realtà quando Pato, il figlio studente di
Kaddish e di sua moglie Lillian, viene prelevato dalla polizia e scompare in un buco nero che sembra inghiottire ogni traccia della sua esistenza. Comincia così la ricerca dei due genitori, prima
affannosa, poi estenuante, infine disperata, man mano che davanti ai loro occhi si dispiega l'agghiacciante realtà di una dittatura che cancella le persone come se non fossero mai esistite. Lungo il
percorso i due si rivolgono in cerca di aiuto a una serie di personaggi già conosciuti che rivelano il loro vero volto: la moglie di un generale che culla tra le braccia un bambino rubato; il
chirurgo plastico che offre a entrambi un naso nuovo e a Kaddish un'informazione che nessuno vorrebbe mai ricevere; un ambiguo prete cattolico e un rabbino spaventato e impotente; un "navigatore"
testimone e complice dei "voli della morte"... Per approdare infine al Ministero dei casi speciali, luogo surreale, kafkiano, dove vanno a infrangersi le speranze dei parenti di tutti i
desaparecidos.
Questo romanzo è il primo dell'autore della fortunatissima raccolta di racconti "Per alleviare insopportabili impulsi". Nathan Englander racconta una storia terribile e carica di pathos, in una
scrittura che si colloca nella tradizione di Gogol e I.B. Singer, mescolando il tragico all'assurdo, il comico al grottesco, con grande forza e profondissima umanità.
in ogni caso nessun rimorsoPino Cacucci ricostruisce con sapienza documentaria, ritmo e amore la biografia davvero singolare di Bonnot, operaio, soldato, autista nientemeno che del creatore di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle; e poi il sogno di una felicità rabbiosa da lungo tempo accarezzata che lo trasforma nel primo rapinatore ad usare le automobili e nell'anarchico convinto di dover colpire la società borghese senza mezze misure, creando il caos, facendo più rumore possibile, rischiando il tutto per tutto. Eroe tragicamente romantico, Jules Bonnot esce dalle pagine di questo romanzo come un sognatore ferito a cui fanno corona i molti personaggi, ugualmente memorabili, che hanno incrociato il suo cammino.
il grande viaggioNel novembre 1999 Giuseppe Cederna parte con alcuni amici per il Nord-Ovest dell'India, zona meta di un pellegrinaggio hindu verso le sorgenti del fiume sacro per eccellenza, il Gange. Guidato da una serie di coincidenze, percorre in auto e a piedi la via delle Sorgenti e delle Confluenze. Un racconto in cui si fondono lo stupore del cammino dentro una natura che ancora si manifesta come ignota e miracolosa, gli incontri straordinari, la riconquista - proprio attraverso il filtro della distanza - di una vicinanza al sé più profondo e alle immagini dell'infanzia
il silenzio"In Sicilia non si ammazza più, e questo è il termometro per capire che le cose per la mafia vanno bene. Tutti pensano che dopo qualche arresto eccellente la mafia sia stata sconfitta. Ma lo sanno anche i bambini che quando c'è troppo silenzio è perché gli affari tirano. Le bande hanno imparato la lezione: lavorano a compartimenti stagni e se uno si pente può fare arrestare cinque persone, non più cento come prima. Negli ultimi dieci anni noi inquirenti non abbiamo fatto che quello che ci dicevano i pentiti, perdendo il contatto con il territorio, con i confidenti, con la strada, e adesso è di nuovo il buio. Ci vorranno anni prima di capire che sta accadendo, cosa fa la nuova mafia. Le loro parole d'ordine oggi sono riciclaggio, investimenti, alberghi. E poi la borsa, la ripresa dell'edilizia, i grandi appalti, e soprattutto la politica. La mafia può essere il ragazzo che ti pianta la pistola in faccia, ma più spesso è un tizio con la cravatta, e nella giacca solo la penna per firmare assegni e atti notarili. Io su questo avrei una storia da raccontare. Ho quasi quarant'anni, sono un poliziotto, ma questa non è una biografia. Solo un pezzo di Sicilia, e di me, e di tutti noi. Sono un poliziotto. Non proprio uno dei tanti: uno scomodo, così dicono". Gianni Palagonia è il nome falso di un poliziotto vero. Una voce che racconta di grandi appalti e di affari sporchi, di stragi e di morti ammazzati. Una storia di rabbia e ostinazione, che mostra il volto della mafia di ieri e di oggi.
tempo persoE' lunga la storia che il vecchio Laureano Mahojo ha da raccontare: e a chi desidera da lui il semplice resoconto degli ultimi giorni del filosofo Walter Benjamin, l'ottantenne spagnolo che ne è stato testimone oppone il fiume impetuoso delle sue memorie, che lo trascinano ancora più indietro, al 1934, agli scioperi dei minatori delle Asturie, al tentativo di rivoluzione operaia che, due anni prima della Guerra civile spagnola, animò le città di Oviedo e Gijón. Laureano era un ragazzo, ma ancora oggi, dal lontano esilio di Città del Messico, ha la forza di rivivere tutta l'intensità di quei giorni: l'incontro con il socialismo di suo zio Adolfo e il desiderio di rivoluzione dell'amico Mariano, la scoperta del fascino femminile e la seduzione della bella Pilar, fino alla sofferenza del carcere, della sconfitta e dell'abbandono definitivo, tutti rapidamente consumati nel breve corso di un'adolescenza destinata a finire prima del tempo. Con l'urgenza quasi affannosa della valanga di ricordi che emergono dal suo passato, Laureano rivive il suo romanzo di formazione e insieme racconta una storia che non è solo la sua: i socialisti, i comunisti, gli anarchici che, uniti nella lotta contro il governo delle destre, ritrovano vita nelle sue parole e guidano un'insurrezione armata senza speranza, sono i protagonisti e le vittime di un secolo che li ha prima illusi e poi torturati e uccisi, soffocando nel sangue le loro e le sue stesse utopie. Laureano fuggirà dalla Spagna e nel settembre del 1940 incontrerà Benjamin, pochi giorni prima che il filosofo tedesco si suicidi. Ed è su questo incrocio di destini così diversi che Bruno Arpaia ha costruito "L'angelo della storia", di cui questo libro è il necessario antefatto; ma la voce del vecchio rivoluzionario spagnolo in esilio risuona già potente ed emozionante in questo 1934 asturiano, ed è la voce di altri uomini e donne come lui, con lui protagonisti e vittime di un secolo che "si è divorato lentamente tutti gli ideali, li ha fatti consumare nelle tragedie dei primi cinquant'anni... e dopo, con questa pace finta, ha fatto in modo che a nessuno più venisse voglia di cercarne altri".
l'ombra del ventoA Barcellona, una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto nel cuore del Barrio Gotico dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di misteri e di intrighi legati alla figura di Julian Carax, l'autore di quel libro. Perché Daniel ne rimane come folgorato, e per molti anni inseguirà il fantasma di quello scrittore, scoprendo che qualcuno ha voluto a tutti i costi, anche uccidendo, distruggere fino all'ultima copia dei suoi libri. Tanto che quella nelle mani di Daniel è forse l'ultima rimasta... Dal passato emerge una storia di passioni illecite, di amori controversi e impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e, soprattutto, un macabro segreto gelosamente custodito in una villa abbandonata del Tibidabo. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita. Mystery, romanzo storico e tragedia amorosa in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano nella formazione del giovane protagonista, "L'ombra del vento" è un moderno feuilleton straordinariamente preciso nelle atmosfere e con un cast di personaggi indimenticabili che si muovono in una Barcellona dalla duplice identità, quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del modernismo e quella cupa, opprimente, del franchismo, tetra miscela di povertà e repressione. Uscito in sordina nel 2001 in Spagna e divenuto un incredibile successo (29 edizioni alla fine del 2003) grazie al solo tam-tam dei lettori, "L'ombra del vento" è l'esordio sulla scena internazionale di uno straordinario narratore che fa rivivere la grande tradizione del romanzo ottocentesco con una sensibilità squisitamente contemporanea.
un giorno della mia vitaBobby Sands, esponente di spicco nelle fila dell'Ira, viene più volte incarcerato. Condannato a 14 anni di carcere, con altri compagni, malgrado l'assenza di prove a carico, comincia una serie di scioperi della fame sino all'ultimo, iniziato il 1 marzo 1981, che lo porterà alla morte. Durante i primi diciassette giorni del suo ultimo sciopero della fame comincia a tenere un diario e scrive quotidianamente usando un refil di penna biro e dei pezzetti di carta igienica. Ogni singolo segmento di siffatto diario viene fatto uscire dal carcere firmato con lo pseudonimo "Marcella". Il libro che ne deriva è una impietosa testimonianza sulla vita dentro il carcere nord-irlandese, una dolorosa riflessione sulla lotta in corso e una professione di speranza.
estremi orienti"Le mappe che abbiamo in testa corrispondono solo approssimativamente agli atlanti che aprivamo sui banchi di scuola... Nella mia privata geografia del mondo la Cambogia ha sempre avuto le dimensioni di un continente".Antichi legami religiosi e culturali uniscono l'India ai vicini paesi del Sud-est asiatico, e connessioni storiche più recenti legano Calcutta, città natale di Ghosh, ai rivolgimenti e ai traumi che la regione ha sopportato nel secondo dopoguerra. Lo scrittore bengalese visita la Cambogia nel 1993 e tre anni dopo la Birmania, paese dai conflitti meno appariscenti, ma altrettanto profondi. Oggi, per la prima volta, raccoglie in volume, e in versione integrale, questi due reportage, apparsi in inglese su "Granta" e "The New Yorker".I due viaggi gli permettono di approfondire la sua riflessione politica: soprattutto intorno all'insorgere di nazionalismi fittizi e deleteri, all'uso fazioso della ricostruzione storica e all'arbitrarietà di vecchi e nuovi confini. Ghosh cerca il filo che lega il colonialismo, in Cambogia, all'utopia sanguinaria di Pol Pot e, in Birmania, all'esplosione dei conflitti interetnici che ne fanno una potenziale futura Bosnia. Ribadisce la necessità che questi paesi si liberino da una dipendenza soffocante delle economie dei paesi ricchi e riacquistino il rispetto delle garanzie democratiche all'interno.Figure simbolo di possibili e auspicate rinascite sono due donne: in Cambogia Chea Samy, maestra di danza khmer, e in Birmania Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione democratica, premio Nobel per la pace 1991. Di quest'ultima Ghosh scrive: "Aveva vissuto una vita simile alla nostra, frequentando le stesse scuole, letto gli stessi libri, discusso gli stessi problemi. Ed era lì a dimostrare che l'universo apparentemente morbido e protetto dei libri riesce talvolta a forgiare una magnifica qualità di acciaio."
siddhartaChi è Siddharta? E' 'uno che cerca', e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione".
sulla sierra con fidelIl pregio di questo libro consiste nella sua semplice offerta di una sorta di diario della guerriglia a Cuba, scritto dal Che non ancora contaminato da polemiche teorico-politiche e pieno di un'esemplare misura e sensibilità narrativa. Da questi racconti, o pasajes come li aveva intitolati lui, si ricava un immagine perfetta del personaggio Guevara: attento e scrupoloso nella conoscenza delle persone che lo circondano, come nel riflettere subito sugli avvenimenti e nel trarre lezione dall'esperienza. Tutto questo, senza pedanteria e soprattutto senza retorica.
vaticano s.p.a.Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro parte da un archivio custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti riservati della Santa Sede. Lettere, relazioni, bilanci, verbali, bonifici. Tutto grazie all'archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta: Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L'artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. Titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana, ma anche il denaro lasciato dai fedeli per le messe è stato trasferito in conti personali. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria "lavanderia" nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato Vaticano. Tutto in nome di dio.
L'ombra di quel che eravamoTre amici si danno appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile. Li accomuna l'antica militanza tra i sostenitori di Salvador Allende e uno sguardo amareggiato sulla vita. La città è molto cambiata, e anche loro non sono più gli stessi: c'è chi ha una valvola saltata in seguito a un soggiorno obbligato in un centro di tortura, chi ha perso la splendida chioma alla Jimi Hendrix, chi ha messo su una ragguardevole pancia. Convocati dall'anarchico Pedro Nolasco, detto l'Ombra, per compiere insieme un'ultima, audace azione rivoluzionaria, Lucho Arancibia, Lolo Garmendia e Cacho Salinas hanno però deciso di scrollarsi gli anni di dosso e attendono l'arrivo del loro leader. Invano: perché il destino cieco e beffardo ci mette lo zampino, prendendo le forme di un mitico giradischi che si trasforma in un micidiale proiettile, riservando a Nolasco la più musicale delle uscite di scena. Chi prenderà il suo posto, in una vicenda che è una girandola di coincidenze, se non il più sprovveduto tra i militanti delle molte correnti di un tempo, quel Coco Aravena a cui il destino offre finalmente una possibilità di riscatto? E dove condurranno le indagini dell'ispettore Crespo, alle prese con l'identificazione di un cadavere e con un furto di elettrodomestici?In un romanzo commovente e ironico, che strizza l'occhio al noir, Luis Sepúlveda mette in scena personaggi straordinari, con un lungo inventario delle perdite e tante delusioni sulle spalle: l'ombra di quel che erano da giovani, ma ancora capaci di ideali e di speranza.




















