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Un viaggio di mille miglia comincia con il primo passo.

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Questo è il primo passo del nostro piccolo viaggio in giro per il mondo.In questo sito troverete resoconti,impressioni,foto e video dei miei viaggi nonchè un giro del mondo culinario con ricette dei cinque continenti cucinate dallo chef Enzo in persona e assaggiate da una giuria dal giudizio insindacabile (la mia gentil compagna).Ci sarà uno spazio dedicato ai libri che mi hanno emozionato e mi permetto di consigliarvi racconti di viaggi,di terre lontane,semplici e straordinarie storie di esseri umani.Naturalmente in questo nostro cammino ci siamo arricchiti di nuove rubriche e di nuovi spazi,dal cinema alla musica,dai documentari d'informazione alla satira,senza dimenticare le candid camera e la sala giochi tanto per rilassarci un attimo.Infine ci sarà anche una pagina con notizie e di tutto un pò quel che riguarda questo nostro pianeta terra,buon viaggio..... 

 

 

foto e video dei miei viaggi

Ricette da tutto il mondo Asia....Africa....Americhe tante idee per una piacevole serata con una gustosa cena etnica.   

Stilleven met boeken, 1887                              Vincent van Gogh (1853-1890) Stilleven met boeken, 1887 Vincent van Gogh (1853-1890)

Lo spazio dedicato ai libri per conoscere luoghi,storie e culture a noi lontane.Ogni libro un viaggio,ogni viaggio una pagina in più nel diario della nostra vita.  

L'OCCHIO SUL MONDO.....

Italia,30 casi di morti sospette in galera.

 

 

 

 

RISATE A DENTI STRETTI........

 

la rubrica di satira e dintorni.

 

 

       le mie vignette

 

 

 

 

 

 

 

     

    LA SALA GIOCHI

 

                Per grandi e piccini...

  

 

  

 

 

 

   

            L'angolo della musica

 

             

 

                          

                     

 

 

 

SMILE YOU'RE ON CANDID CAMERA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cineteca

 

 

Un viaggio nelle emozioni...

 

Video documentari d'informazione

 

 

 

 

          La settimana

          

          del Grillo parlante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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NOTIZIE DALL'ITALIA E DAL MONDO

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Influenza A la grande truffa suina

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Cosa c'entra Dell'Utri con Berlusconi?

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Video preso dal canale youtube BYOBLU

NO BERLUSCONI DAY

ROMA 5 dicembre 2009 piazza della Repubblica ore 14,00

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PARTECIPIAMO NUMEROSI

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Dancing Matt 2008

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un magnifico video pieno di gioia,pace e poesia.

Un grande,quà sotto il link al suo sito.

sito molto bello e utile visitatelo e salvate un orso

ANIMAL ASIA FOUNDATION

Salviamo gli Orsi della Luna

 

La campagna in Cina
Nei primi anni '80 il governo cinese, con lo scopo di proteggere la specie dall'estinzione e grazie alla progressiva affermazione di nuove procedure che consentono di estrarre la bile dagli animali anco- ra in vita, decide di promuovere ed incoraggiare la diffusione delle fattorie della bile. All'inizio degli anni '90 gli allevamenti in attivitŕ erano oltre 400 e gli animali imprigionati al loro interno superavano le 10.000 unitŕ. Ad oggi si calcola che non più di 16.000 esemplari sopravvivano allo stato selvaggio e, anche se illegali, la cattura e l'uccisione degli Orsi della Luna sono ancora ampiamente diffuse.

 

 

La campagna in Vietnam
In Vietnam le fattorie della bile sono illegali dal settembre 1992. Nonostante ciň gli allevamenti sono ancora ampiamente diffusi su tutto il territorio. Animals Asia Foundation inizia a negoziare con il governo vietnamita nel 1999, ma č solo nel 2005 che convince le autoritŕ a promuovere la chiusura delle fattorie della bile e nel 2006 le induce a firmare un accordo ufficiale che prevede la liberazione di 200 esemplari. Nel 2008, secondo fonti ufficiali, gli orsi ancora imprigionati sono circa 4.000.

 

Animal welfare action
Aggiornamenti e notizie dall'Asia e dal resto del mondo sulle piů importanti questioni in materia di animal welfare. Scopri come sta operando Animals Asia e cosa puoi fare per aiutare, clicca qui

SE MI VUOI LINKARE COPIA IL CODICE QUI SOTTO.

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Guinea, necessario sospendere le forniture di armi all'esercito e alla polizia.

Bhopal: il governo dell'India non ha protetto i diritti umani della sua gente.

Emergenza diritti umani in Sierra Leone: una donna su otto rischia di morire durante la gravidanza o il parto. Il nuovo rapporto della campagna "Io pretendo dignità" di Amnesty International

Israele: le autorità devono cooperare con la missione di accertamento dei fatti

Vietnam: sette oppositori a processo

Federazione russa: attivisti sempre più in pericolo dopo sentenza favorevole al presidente ceceno Kadyrov

Nigeria: la risposta della Shell al rapporto "Petrolio, inquinamento e povertà nel Delta del Niger" di Amnesty International è deludente

Collegati al sito,leggi gli articoli e firma gli appelli...

Azione Urgente Bielorussia:Stop alle esecuzioni

Azione Urgente Brasile: comunità nativa Guarani Kaiowa sgomberata dalle sue terre.

Azione urgente Yemen: rapito giornalista che critica il governo.

Azione Urgente Myanmar: difensore dei diritti umani arrestato.

Azione urgente: Autorità palestinese sette uomini a rischio di esecuzione.

Azione Urgente: Repubblica popolare cinese: attivista di etnia uigura detenuto a Pechino.

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Comunicato politico numero ventotto


La politica è morta, da molto tempo. Sono rimasti solo avvoltoi che si spartiscono le spoglie dell'Italia. Il pubblico diventa privato ogni giorno che passa. Il sociale oggetto di lucro. Scuola, sanità, acqua, energia, trasporti sono merce di scambio dei partiti. L'informazione non esiste più, è rimasta solo la propaganda governativa e della finta opposizione pagata dalle nostre tasse. Il Parlamento e il governo sono illegittimi. Il cittadino non ha potuto eleggere i suoi rappresentanti. Il Parlamento è incostituzionale, va sciolto e ripristinata la possibilità di votare con la preferenza. La Corte Costituzionale deve intervenire come ha fatto per il Lodo Alfano. Senza un Parlamento espressione degli elettori non c'è futuro, non c'è democrazia. Ci aspetta la dittatura conclamata o disordini sociali incontrollabili.L'Italia è un Halloween permanente,dall'Aquila a Messina, con Zucca d'Asfalto che si aggira sulle rovine. Ilare come un pagliaccio, pericoloso come un folle, con il suo sorriso di plastica. Una decina di persone si arroga il diritto di decidere per tutti. L'Italia è una torta. Una fetta a me, una fetta a te, una municipalizzata a lui. Le fette Piemonte e Veneto alla Lega, la fetta Lombardia a Formigoni e a CL, la fetta Emilia a Bersani, la fetta Lazio al PDL. E' il federalismo spartitorio, la Lega italica dei nuovi proci che ci spogliano di tutto e si proclamano padroni. Il MoVimento a Cinque Stelle si presenterà alle prossime regionali che si terranno a marzo 2010. Siamo come Davide e Golia. Noi abbiamo solo la Rete, i MeetUp, il nostro entusiasmo e il miei incontri. Loro, tutto il resto. Siamo gli ultimi, gli esclusi, i derisi. Per questo ce la faremo. La mia forza e quella dell'organizzazione che mi sostiene sono limitati, senza fondi, senza soldi, senza informazione libera che parli di noi (a parte il Fatto Quotidiano) e con tutti i media contro. Dobbiamo fare delle scelte, anche se non mi piace. Per questo mi impegnerò in particolare in Emilia Romagna, in Campania e in Piemonte. Non posso però ignorare il "grido di dolore" che viene da tante Regioni d'Italia. Dal Veneto, alle Marche, alla Lombardia, alla Liguria. Per cui, se si presenteranno delle Liste a Cinque Stelle in tutte le Regioni, tutte le supporterò con le mie possibilità. Il Movimento è in fase di formazione e i tempi elettorali stringono. Per questo mi prendo la responsabilità di presentare i due candidati per Campania e Emilia Romagna: Roberto Fico e Giovanni Favia. Ho ascoltato molte voci nelle due Regioni e mi sembrano i candidati ideali. In futuro, dopo le Regionali, con le iscrizioni on line al Movimento, ogni scelta, ogni candidato,ogni punto del programma sarà votato dagli iscritti on line. Ognuno conta uno nel MoVimento. Ragazzi, datevi da fare. Siamo in guerra per la democrazia e dobbiamo vincerla. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Pps: Le Liste Civiche a Cinque Stelle che vogliono candidarsi alle amministrative 2010 devono certificarsi seguendo le indicazioni del sito delle Liste Civiche (clicca).

Scarica il programma del Movimento 5 Stelle

BLOG DA VISITARE

Una scelta a rotazione di siti e blog molto interessanti,da visitare.

"ALZA LA TESTA" IL BLOG DI PIERO RICCA

"NON LEGGERLO" IL BLOG DI WIL

ALEX ZANOTELLI, padre comboniano e missionario italiano.

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vai alla pagina BOICOTTA anche tu e...BOICOTTA,BOICOTTA,BOICOTTA!

Per i diritti umani in Darfur

Campagna contro il silenzio dei media.

Diamo colore all'informazione!

"UNA VIGNETTA PER IL DARFUR"
La fantasia al servizio dell'informazione.

www.italianblogsfordarfur.it                                                              itablogs4darfur.blogspot.com

 

Predatori del mondo, ora che tutto devastando hanno esaurito le terre, frugano il mare: avidi se il nemico è ricco, bramosi di dominio se è povero, non l'Oriente non l'Occidente è bastato a saziarli: ricchezza e povertà in loro soltanto destano la medesima sfrenata brama. Rubare, trucidare, rapinare con falso nome chiamano impero, e dove fanno il deserto lo chiamano pace.

Publio Cornelio Tacito (57 d.C.-120 d.C.)

clicca sul link blu quà sotto e firma la CAMPAGNA DI INDIGNAZIONE NAZIONALE

La 'Campagna di Indignazione Nazionale', lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo, ha già raccolto quasi ottomila firme per chiedere al governo italiano di rinunciare all'acquisto dei cacciabombardieri F-35 e di usare in maniera migliore per la popolazione gli oltre 13 miliardi di spesa previsti

Campagna di pressione lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in maniera migliore per la popolazione gli oltre 16 miliardi di spesa previsti.

Accogliendo le proposte della Rete italiana per il disarmo e della campagna Sbilanciamoci!, chiedo al governo italiano di bloccare la costruzione dei cacciabombardieri F-35 e di utilizzare le risorse stanziate – pari a circa 15 miliardi di euro – per finanziare ad esempio:

La ricostruzione in Abruzzo.
La produzione di 8 milioni di pannelli solari per l'energia pulita.
La messa in sicurezza metà delle scuole italiane.
Un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro.

Amazzonia che macello

Un paio di scarpe Geox, Nike o Adidas, un divano di pelle Chateaux d’Ax, un pasto a base di carne Simmenthal o Montana possono avere un’impronta devastante sull’ultimo polmone del mondo e sul clima del nostro pianeta. Dopo tre anni di indagini sotto copertura, Greenpeace pubblica l’inchiesta “Amazzonia, che macello!” con la quale smonta, pezzo per pezzo, il complesso mercato globale della carne e della pelle e rivela come i giganti brasiliani del comparto zootecnico – parzialmente partecipati dallo stesso governo brasiliano – stanno distruggendo l’Amazzonia e il clima del nostro pianeta. In quest’inchiesta per la prima volta emergono i nomi dei marchi implicati, Greenpeace ricostruisce le filiere fino ai prodotti che ogni giorno tutti noi usiamo e che nascondono una storia di deforestazioni, incendi, abusi e nuove schiavitù della popolazione locale.

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Le mappe nucleari per l'Italia

Roma, Italia — Se dovesse tornare il nucleare in Italia, sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitarlo. Grazie all'analisi di tre importanti mappe, ormai dimenticate, sveliamo perché lo stivale è assolutamente inadatto alle centrali nucleari.

Ieri è stato approvato il DDL 1195 che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Oggi diffondiamo tre ‘carte nucleari’ per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari:

- la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta
- la mappa ENEA sulla vulnerabilità delle aree costiere ai cambiamenti climatici
- l’elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari

Per stabilire i siti delle nuove centrali e delle scorie bisogna partire da queste carte e vedere secondo quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici.

Il nostro rapporto "Mappe nucleari per l'Italia" fornisce una lista di aree a maggiore vulnerabilità climatica. Se questo criterio verrà adottato, dalla vecchia carta CNEN devono essere tolte diverse aree costiere e se ci fosse anche l'indicazione di restringere l'attenzione nelle aree a minore pericolosità sismica, rimangono pochissimi siti su cui puntare l'attenzione: nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari.

Montalto di Castro - anche se la pericolosità sismica non è quella minima - rimane un forte indiziato sia per la vicinanza al mare in una zona costiera a minor rischio climatico che per le condizioni della rete. Sul sito c'è stata recentemente una visita di tecnici dell'azienda francese EDF. Ci aspettiamo che la regione Lazio nel suo piano energetico escluda chiaramente questa possibilità.

Riguardo alla mappa per le scorie nucleari è stata elaborata nel 1999-2000 dal gruppo di lavoro ad hoc costituito all'epoca dalla Conferenza Stato Regioni (e supportato tecnicamente da ENEA). In questo caso il rischio sismico è ritenuto meno rilevante (alcune aree sono persino in Abruzzo): le aree sono presenti in numerose regioni ma si concentrano particolarmente tra l'Alto Lazio e buona parte della Toscana, le Murge pugliesi e la Basilicata.

Continueremo a opporci a questa sciagurata scelta del governo e a chiedere ai candidati alle prossime elezioni europee cosa pensano del ritorno al nucleare in Italia.

Scarica il rapporto con le mappe nucleari

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Greenpeace su debito Enel e nucleare

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Nucleare. Il No delle Regioni

Roma, Italia — Dopo la lettera delle associazioni ambientaliste, Calabria, Toscana, Liguria e Piemonte hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la Legge 99/2009 con cui il Governo - scavalcando le Regioni - ha rilanciato il nucleare in Italia. Chi seguirà a breve tale esempio?La delega nucleare al Governo prevista dalla Legge 99/2009 mette fuori gioco le Regioni sulla localizzazione degli impianti nucleari per la produzione dell' energia elettrica, sugli impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento degli impianti nucleari. Tutto questo contrasta con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione.In base a questa valutazione, Greenpeace, Legambiente e WWF, con una lettera dell' 11 settembre scorso inviata ai Governatori e a tutti gli assessori competenti, hanno chiesto l' impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale della norma contenuta nella legge 99/2009.Il fatto è particolarmente grave perché si vuole così scavalcare completamente non solo le Regioni ma anche gli enti locali per localizzare impianti e aree, equiparate ad aree militarizzate, gestite da privati. Nei criteri e nei principi che improntano la delega al Governo, infatti, l'intesa con la Conferenza Unificata, a cui partecipano le Regioni e gli enti locali, è chiesta solo per la costruzione e l'esercizio degli impianti e non per la localizzazione che viene quindi avocata al solo Governo.Nella nostra lettera agli amministratori regionali citano, a sostegno dell' impugnazione, almeno quattro sentenze della Corte Costituzionale - Sentenze n.242, 285 e 383 del 2005 e n.247 del 2006 - in cui si ribadisce l'ineludibilità delle intese tra Governo e Regioni quale pieno riconoscimento della funzione amministrativa delle Regioni su materie in cui queste esercitano il loro potere legislativo concorrente.

                                                  Scarica la lettera alle Regioni

Enel. Più nucleare, più debiti!

Roma, Italia — I debiti di Enel crescerebbero di oltre 30 miliardi di euro, se la società investisse nel nucleare. È quanto emerge dal rapporto finanziario "ENEL: prospettive e rischi degli investimenti in energia nucleare" presentato oggi a Milano al convegno dell'Azionariato critico.

Lo studio - elaborato dal Prof. Stephen Thomas dell'Università di Greenwich e commissionato da Greenpeace Italia e Fondazione Culturale Responsabilità Etica - analizza il rapporto tra il debito finanziario di Enel e i progetti espansionistici nel nucleare.

Enel, che questa settimana approverà il bilancio dell'esercizio 2008, presenta debiti finanziari per 50 miliardi di euro. Con l'acquisto di un'ulteriore quota di Endesa nel 2009, l'indebitamento finanziario della società è salito a 61 miliardi di euro, quadruplicandosi in meno di due anni.

Nonostante il forte indebitamento, ENEL ha manifestato l'intenzione di espandere il suo impegno nel nucleare – in Italia e all'estero – e questo comporterà costosi e rischiosi investimenti. Il rapporto commissionato da Greenpeace stima in 31,5 miliardi il costo degli ulteriori investimenti di Enel nel nucleare. Solo in Italia, infatti, i quattro reattori EPR, che Enel progetta di costruire in seguito all'accordo di collaborazione con EDF, costeranno circa 25 miliardi di euro.

L'attuale debito finanziario dell'Enel rimarrà circa doppio rispetto a quello di EDF, il colosso elettrico francese recentemente coinvolto per spionaggio ai danni di Greenpeace. Com'è possibile aumentare di oltre 30 miliardi di euro questo indebitamento con ulteriori investimenti nel nucleare?

Tra gli interventi decisi per finanziare i propri piani, Enel, inoltre, ha deciso di vendere quote di Enel Green Power, la divisione specializzata in energie rinnovabili e che presenta una redditività pari a tre volte quella generale del gruppo.

Chiediamo a Enel di rivedere profondamente le sue scelte sul nucleare, di non sacrificare quote di Enel Green Power e incrementare gli investimenti nelle fonti rinnovabili.

 

Scarica il rapporto integrale in inglese

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Grande successo delle azioni: l'appoggio di operai, cittadini, politici e di Nek da Porto Tolle.

 Italia — Le azioni di Greenpeace nelle cinque centrali a carbone, occupate in questi giorni per lanciare messaggi sul clima al G8 dell’Aquila, si sono concluse con successo e senza incidenti. Alcune testate giornalistiche, tuttavia, hanno descritto in modo fortemente scorretto quanto stava accadendo.

Polo Nord. La spedizione dell'Arctic Sunrise

International — I ghiacciai si ritirano. Le calotte polari si sciolgono. E l'Arctic Sunrise naviga più a Nord di quanto si siano mai spinte altre navi di Greenpeace. Per tutta l'estate il nostro rompighiaccio documenterà i terribili effetti dei cambiamenti climatici su uno dei più fragili ecosistemi al mondo.

A bordo dell'Arctic un gruppo di scienziati sta registrando la rottura del ghiacciaio Petermann, uno dei più grandi del pianeta, situato sulla costa nordoccidentale della Groenlandia. Il pezzo che si sta staccando è vasto circa quanto il territorio di Manhattan.

A 82 gradi a nord, lontano dai centri abitati, l'impatto sull'ambiente è devastante. I dati raccolti finora dagli scienziati sono spietati. Sul ghiacciaio Petermann, a 27 kilometri di distanza dalla costa, si è formato un lungo fiume con una portata di 50 metri cubi al secondo. A questo ritmo si potrebbe riempire una piscina olimpionica in meno di un minuto.

Gli orsi polari, le foche, gli iceberg sono testimoni di un ambiente unico che rischia di estinguersi a causa delle emissioni di gas a effetto serra. Perché l'ecosistema Artico è estremamente sensibile ai cambiamenti.

I leader mondiali, in occasione dell'ultimo G8, si sono impegnati a limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi ma non hanno indicato come l'obiettivo sarà raggiunto. C'è bisogno, invece, di misure concrete: per evitare che il riscaldamento globale provochi impatti irreversibili e catastrofici occorre stabilizzare le emissioni di gas serra entro il 2015, per poi ridurle drasticamente portandole il più vicino possibile allo zero entro il 2050.

Vittoria: Kleenex e Scottex non distruggono più le foreste!

Italia — Dopo anni di campagna internazionale di Greenpeace, con azioni anche in Italia, Kimberly-Clark, la multinazionale che produce con i marchi Kleenex, Scottex e altri, leader nella produzione di tessuti in fibra di carta in oltre 80 Paesi, ha annunciato oggi l’adozione di standard per l’acquisto di fibre che finalmente garantiscono la conservazione delle foreste.

Kimberly-Clark diventa, con questi standard, uno dei leader della sostenibilità nella produzione di tessuti in fibra di carta.
A novembre 2006, davanti la sede italiana di Kimberly-Clark a Torino, gli attivisti di Greenpeace dimostrarono portando dei water con degli alberi dentro, a simboleggiare lo spreco delle risorse naturali.
“Abbiamo lavorato con Kimberly-Clark e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti” commenta Chiara Campione, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace. “E’ un vero piacere dichiarare chiusa questa campagna e  ringraziare la Kimberly-Clark per  essersi portata verso standard più sostenibili”.
Kimberly-Clark si impegna ad usare solo fibre vergini certificate e fibre riciclate, nel rispetto di adeguati standard di sostenibilità, garantendo al tempo stesso la qualità della produzione, come Greenpeace ha da sempre sostenuto. Questo permetterà non solo di proteggere le foreste in pericolo ma anche di aumentare l’uso di carta certificata dal Forest Stewardship Council (FSC, lo schema di certificazione di prodotti derivati dal legno sostenuto da Greenepace) e di carta riciclata. Entro il 2011 Kimberly-Clark avrà già il 40% della sua produzione in Nord America certificata da FSC o riciclata: è un aumento del 71% rispetto ai livelli del 2007 che corrisponde a 600.000 tonnellate di fibre. Sempre entro il 2011, Kimberly-Clark non userà più fibre dalle foreste boreali canadesi, a meno che non siano certificate FSC.“E’ un grande successo per le ultime grandi foreste dell’emisfero settentrionale!- aggiunge Chiara Campione - Quelle foreste ospitano gli ultimi caribou selvatici e oltre un milione di uccelli migratori. E sono il più grande deposito di CO2 del pianeta: l’equivalente di 27 anni di emissioni umane in atmosfera, ai livelli attuali”.
I nuovi standard adottati da Kimberly-Clark rinforzano i precedenti impegni dell’azienda contro la deforestazione illegale e aggiungono una preferenza per l’uso di carta riciclata.  Inoltre, Kimberly-Clark si impegna a  promuovere iniziative a favore dell’uso di carta riciclata e l’identificazione, mappatura e protezione di aree forestali che possono essere designate quali Aree Forestali Protette. Un risultato che dimostra che si può conciliare business con la protezione dell’ambiente.

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"Per favore, usate la vostra libertà per promuovere la nostra"
Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991

                                        

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