CHI É IL VERO PROTAGONISTA?

Boicottaggio, multinazionali, prodotti, mercato equo e solidale, ricchezza, povertá, giornata per la pace, mine antiuomo...
Chi é il vero protagonista di tutta questa cosa che sembra essere quasi un film che noi stiamo vivendo e vedendo allo stesso tempo?
Chissa se quando Gesú Cristo é arrivato in mezzo a noi pensava di essere il grande regista di questo film. Ma vediamo di girarlo tutti insieme , e poi rifletteremo.
In realtá non ci sarebbe molto da dire o da pensare circa le problematiche della povertá se ognuno di noi fosse davvero protagonista del  sentirsi , anche solo per un momento, vittima dell’esclusione, della povertá e dello sfruttamento. Pensiamo insieme: “Per un momento voglio pensare di essere un bambino di 6 anni che per 8-10 ore al giorno tiene in ogni mano, circa 2 kili di arance da vendere. I sacchettini sono fatti di uno spago di nilon il quale gli taglia tutta la pelle in mezzo alle dita.. E poi se non lavora bene, la  mamma che lo  vigila e che vive delle sue vendite, lo  picchia. Quasi non parla, e le poche parole che dice sono “Vuoi arance?”. Cos’é la vita per questo bambino che si chiama Marcelo e che da quando aveva 4 anni é vittima di tutto ció?”. Di fronte a questo cosa possiamo fare? Cosa possiamo dire? Cosa possiamo commentare?
Non é facile pensare alla soluzione di questo caso come al caso di quei 250.000 milioni di bambini sfruttati dal lavoro delle grandi multinazionali. Bene, cari ragazzi, credo davvero che sia giunta l’ora di dire basta e dall’altro lato di farsi su le maniche e mostrare i nostri muscoli per difendere  la nostra grande mamma che é la PACE. Esistono tante guerre fatte com le armi, ma ne esistono altre che si fanno in silenzio e che sono proprio le piú gravi, sono quelle che prendono il nome di sfruttamento economico e mantenimento dell’assistenzialismo come segno di solidarietá. Cosa vuol dire in poche parole. Di fronte a tanti bambini sfruttati e sottopagati, noi potremmo togliere dalle nostre tasche una somma di denaro per poter dare loro cibo. Bene, sappiate che c’é un modo molto piú facile e che non costa nulla. Questo si chiama CONSUMO CRITICO. Quando io entro in un negozio posso giá essere protagonista e testimone della PACE. Se io compro un  prodotto della Nestlé io sto contribuendo allo sterminio di 1 milione e mezzo di bambini del sud del mondo che muiono per il latte in polvere che questa grande multinazionale vende in sostituzione del latte materno attraverso pubblicitá ingannatrici ed accordi nascosti com medici, i quali consigliano alle mamme di sostituire il latte materno  col latte in polvere. Chiaramente, il consumo critico é il piú semplice, facile ed economico modo per costruire una nuova pace in questo mondo ed una societá piú consapevole e dove  la PACE sia effettiva. Pensando ad un bambino che cuce i palloni della Nike, lá bem quieto, senza reclamare di nulla, potrei pensare che stia  vivendo in pace, ma sará che io, come persona che conosco e lotto per i diritti dei bambini, posso accettare questo sfruttamento? Domando a voi, possiamo accettare questo?
E come poter combattere tutto questo?
DOBBIAMO COMINCIARE A PENSARE CON LA NOSTRA TESTA E NON  CON LA TESTA DELLA TELEVISIONE O DELLA PUBBLICITÁ’. CARI RAGAZZI E CARI ADULTI CHI DI NOI E DI VOI É’ DISPOSTO A CAMBIARE QUESTA REALTÁ COSÍ TRISTE? Dobbiamo davvero ESSERE NOI I PROTAGONISTI DI QUESTO FILM CHE SI CHIAMA PROGRESSO!!!
Quando sento parlare di progresso mi viene l’idea di una macchina da corsa che stia correndo a 300 all’ora e dietro di lei tutti noi cercando di aggrapparci a tutti i costi per voler entrare. Solo che durante questa nostra corsa affannata alcuni cadono e vengono calpestati, altri non riescono nemmeno a correre perché  hanno fame, visto che tutto il cibo si trova nel porta bagagli del progresso, poi alcuni DA VERI PROTAGONISTI VANNO CAMMINANDO COL RITMO NORMALE, SENZA MORIRE CALPESTATI, MA ASSAPORANDO LA COMPAGNIA DELL’AMICO VICINO.
Quali di questi uomini vorremmo essere? Dobbiamo per forza correre per raggiungere un obbiettivo che nemmeno conosciamo? Cari ragazzi, davvero é arrivata l’ora di dire basta, di fermarci a pensare alle nostre azioni, non a quelle grandi che sono di difficile realizzazione,  ma a quelle piccole di ogni giorno, a quelle che non fanno rumore. Sappiate che davvero il nostro protagonismo comincia dal nostro quotidiano che, a pensarci bene, é pieno di scelte e di voti. Ogni volta che faccaimo un acquisto noi stiamo votando, un prodotto, e quindi una ditta o l’altra, ogni volta che accendiamo la Tv votiamo se guardare una film o l’altro. Dunque la nostra vita é sempre un momento di decisione, di scelta di una o altra strada.  Bene, se le mie scelte di tutti i giorni sono causa di morte di altre persone, di sfruttamento disumano, devo proprio fermarmi e ricominciare a pensare di mettermi nei panni del piccolo Marcelo che da quando aveva l’etá di 4 anni carica per 8-10 ore al giorni il peso delle arance. Anzi, non carica il peso delle arance, carica il peso di tutte le coscienze di quelle persone che non gli stanno dando una vita dignitosa. Sapete chi sono quelle persone? Siamo tutti noi attraverso le nostre scelte quotidiane. Ma come, vi chiederete? Noi responsabili delle arance dei Marcelo? Certo, ora cerchiamo di capire insieme.
Il Brasile, come la maggior parte dei paesi del sud del mondo é assolutamente dipendente dei paesi ricchi e della Banca Mondiale, alla quale sta dovendo circa 10 milioni di dollari. La Banca Mondiale a sua volta é dipendente dei grandi ricchi del mondo che, in pratica,  sono le GRANDI MULTINAZIONALI. Accade cosí che in Brasile, governato da un presidente figlio delle politiche capitaliste, per pagare questo debito estero si taglino progetti di sviluppo sociale e di creazione di posti di lavoro per tante famiglie i cui genitori sono disoccupati. Dall’altro lato, esistono facilitazioni fiscali imposte dalla Banca Mondiale (e quindi dalle multinazionali) le quali permettono la totale apertura alla distruzione e sfruttamento delle risorse naturali del paese, in primo luogo del  legno. Il Brasile, maggior produttore mondiale di carne, vede ogni giorno milioni di persone soffrire la fame. Dunque, il nostro Marcelo, venditore di arance, é colui che dá il cibo ai suoi genitori , i quali sono disoccupati e che ormai considerano normale lo sfruttamento del loro figlio. Il Governo per cui, taglia la maggior parte dei progetti di promozione sociale ed investe il denaro nel pagamento del debito estero. Marcelo non avrá cosí possibilitá di smettere di lavorare. Le multinazionali che lasciano il Brasile in questa situazione sono quelle di cui noi compriamo i prodotti diariamente. Dunque...........
Il progetto di accoglienza di bambini poveri in cui sto lavorando, da un anno e mezzo non riceve nulla dal Governo, e 1.200 bambini stanno rischiando di non poter piú partecipare alle nostre attivitá.
CHI E’ DUNQUE IL PROTAGONISTA DI TUTTO QUESTO?   Ognuno di noi!!!
Le grandi imprese fanno sempre una cosa all’inizio di ogni giorno, verificano la crescita o la diminuzione delle loro vendite. Per cui dobbiamo renderci conto che tutto dipende da noi. Siamo noi che  diamo la vita a queste grandi macchine di sfruttamento di tutto e di tutti.
É’arrivata l’ora di dire basta, e basta davvero. E’arrivata l’ora in cui ognuno di noi prenda in mano al propria coscienza, sempre, come giá ho detto, specialmente nelle piccole azioni quotidiane. Dobbiamo renderci conto che noi possiamo scegliere se sfruttare i bambini, se vogliamo togliere loro una vita di speranza e di pace, o se vogliamo  che siano fiorellini profumati capaci di diffondere la gioia della vita e la felicitá dello star bene.

Cari bambini, ragazzi, il boicottaggio e il consumo critico si basa su questi presupposti e sulla scelta di vita di ognuno di noi.
DICIAMO PER CUI TUTTI INSIEME:

“IO SONO IL PROTAGONISTA DELLA MIA VITA E DELLE MIE SCELTE E VOGLIO CHE TUTTI ABBIANO, GRAZIE AD UNA SOCIETÁ’  GIUSTA E FRATERNA, LA MIA STESSA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE !!! “

IL PROTAGONISTA DELLA MIA VITA E DELLE SCELTE SONO IO !!!
 

Un abbraccio sincero

Andrea Franzini (missionario italiano in Brasile)

Ecco i diritti che dovrebbero essere garantiti dai codici di comportamento adottati dalle imprese:

1 - Libertà di associazione e di contrattazione collettiva.

2 - Pari opportunità. I lavoratori devono avere accesso alle assunzioni e alla formazione in condizioni di uguaglianza. Le molestie fisiche o le pressioni psicologiche devono essere punite.

3 - Salari dignitosi. Essi devono essere molto superiori ai salari minimi legali (che sono ridicoli) ed in ogni caso devono essere sufficienti a soddisfare i bisogni di base di una famiglia.

4 - Orari di lavoro. Gli orari di lavoro non devono superare le 48 ore settimanali. Le ore straordinarie devono essere volontarie e non devono superare le 12 ore alla settimana. I lavoratori devono avere almeno 24 ore consecutive di riposo alla settimana e almeno 3 settimane di ferie pagate all'anno.

5 - Igiene e sicurezza. Le aziende devono fornire gratuitamente i vestiti da lavoro e le attrezzature protettive. Infine, devono rispettare le norme internazionali in materia di igiene e di sicurezza. I dormitori, i magazzini di stoccaggio e i laboratori devono essere situati in edifici separati.

6 - Garanzia del posto di lavoro. Le aziende devono assumere i lavoratori per periodi di lunga durata, sulla base di contratti concordati, legali e scritti.

7 - Previdenza sociale. Le aziende devono offrire ai lavoratori adeguate coperture assicurative e di previdenza sociale erogate da organismi pubblici o privati.

8 - Lavoro dei bambini. Le aziende devono garantire il rispetto assoluto delle convenzioni internazionali o delle leggi locali, se sono più avanzate.

9 - Lavoro forzato. È vietato utilizzare il lavoro forzato sotto qualsiasi forma.

10 - Osservanza. L'attuazione del codice di comportamento deve essere controllato da un organismo indipendente a cui è conferito il mandato da parte dell'impresa , dei sindacati e delle organizzazioni non governative. Il codice deve essere tradotto nelle lingue locali e affisso bene in vista sui luoghi di lavoro.

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